In vino veritas

In vino veritas

Il vino è il completamento necessario ad ogni pasto. In questo caso, senza dubbio, dobbiamo riconoscere che le testimonianze più antiche risalgono quasi all'età della pietra e che la prima bevanda ad essere raffigurata è certo quella più popolare: il vino.

Con il suo significato di festa ed allegria il frutto della vite compariva proprio nelle raffigurazioni dei banchetti già a partire dall'epoca babilonese ed egizia, a simboleggiare appunto una situazione di gioia e svago. Presso i popoli antichi aveva anche valore sacro ed era utilizzato per le "libagioni" cioè per le offerte ai defunti e agli dei.

In Grecia la vite è stata introdotta a partire dal quinto secolo avanti Cristo ed era finalizzata alla esportazione di vini di qualità. I vini più pregiati che venivano esportati erano quelli di Lesbo, di Chio e di Pramno, probabilmente tutti vini dolci. I greci usavano bere il vino molto annacquato e le annate buone venivano conservate anche per molti anni fino a che il vino non diventava denso e vischioso. La retsina era all'origine il vino tradizionale di Atene. Questo 2000 anni fa circa, e la Grecia ha esportato retsina sino da allora. A quel tempo i Greci antichi impararono che l'aria era il nemico principale del vino quindi iniziarono ad utilizzare la resina del pino per sigillare la parte superiore delle anfore in cui il vino veniva immagazzinato e spedito. La aggiunsero perfino al vino così che formasse una pellicola protettiva tra esso e l'aria. I criteri di produzione del vino erano diversi da quelli attuali, la fermentazione in tino non era praticata, pertanto, per evitare di bere aceto tutto l'anno si mescola alla bevanda acqua salata o altri ingredienti. Spesso si aggiungeva anche qualche aroma come timo, menta e cannella, talvolta persino miele. Il vino puro si beveva piuttosto di rado. Prima di ogni pasto si faceva in un gran vaso, detto cratere, un miscuglio più o meno sostenuto di vino e acqua. Nell'Iliade quando Achille riceve nella sua tenda gli ambasciatori di Agamennone ordina a Patroclo: "maggior cratere poni nel mezzo, o figlio di Menezio, mesci più puro e dà la sua coppa a ciascuno" (IX, 202-203).

Nell'antica Roma c'era il vin melato, il vino rosso aromatizzato alla frutta e il vino bianco. Durante l'età Cristiana lo ritroviamo invece rappresentato come metafora della passione e del sangue di Cristo. Successivamente con il recupero dei canoni e degli ideali classici potremmo ammirarne una coppa tra le mani del dio Dioniso o di qualche putto alato che lo porta in dono alle divinità. Ai tempi del Re Sole ci furono novità, la più importante fu la scoperta del metodo champenoise che Dom Pérignon inventò nel 1688 dando origine alla prima produzione di Champagne.

Scritto dal team di P1ckit| 02 dicembre 2020